C’è uno sconvolgimento di livello mondiale: si è manifestato Satana in persona e sembra guadagnare forze ogni minuto che passa.
Faccio parte di un gruppo di ragazzi e ragazze considerati in grado di contrastarlo, non so perché ma ognuno dovrebbe essere munito di poteri particolari. Ci troviamo in un porticato con delle grandi colonne, questo dà su una lunga e larga gradinata di marmo, in cima c’è Lui che lancia fiammate dalla bocca. Per fortuna riusciamo a capire la portata di tale letale arma, ci avviciniamo ma subito ritorniamo a debita distanza.
Poi tentiamo una sortita: ci accorgiamo che c’è un altro passaggio che ci permette di avvicinarci a Satana, è una scala laterale tipo quella di emergenza.
Intanto i mass media puntano tutte le telecamere sulla vicenda e in giro non si parla d’altro. (giustamente)
I militari sono intervenuti ma si tengono anche loro a debita distanza capendo che le loro armi sono inefficaci, per questo ci lasciano intervenire aiutandoci a trovare la strada più breve per avvicinarci.
Abbiamo appena salito le scale e ci dividiamo in due gruppi, l’altro riesce a circondarlo, pur trovando ripari dalle sue fiamme e noi attendiamo che si distragga.
Da quella posizione riesco a vederlo bene. È altro circa tre metri, umanoide molto muscoloso ma dal colore cinereo azzurrastro, il volto è alieno, con delle fauci, due fessure al posto del naso e due occhi sottili e allungati.

Viene colpito da alcune frecce che sembrano ferirlo seriamente, lo vedo accasciarsi e perdere forze. Quindi mi decido e vado da solo ad attaccarlo. Mi accorgo di avere in mano Excalibur che mio fratello tiene in sala, non è affilata ma sono convinto che faccia male lo stesso. Appena si accascia a terra sferro il primo micidiale colpo alla gola, la lama sembra penetrare ma la sua carne è durissima e devo insistere prima che si riprenda.
Colpisco a ripetizione con tutte le forze e infine la sua testa si stacca dal resto del corpo.
La prendo per i capelli (che sono estensioni della sua pelle) e la espongo in cima alla gradinata sapendo che la gente vorrebbe questo. Un’ovazione si alza nell’immenso edificio ed io osservo bene il suo volto.
I suoi occhi sono appena una fessura e cominciano a fuoriuscire delle lacrime di sangue. Questo mi inorridisce e comincio a pensare di aver fatto qualcosa di sbagliato. Non sono convinto che questo sia bastato ad uccidere Satana. Lascio la testa e me ne vado.
Mi nascondo tra la folla e nessuno sembra curarsi di me.
Mi ritrovo in strada, il paese somiglia ad Urbino ma i palazzi sembrano quelli di Firenze, cammino a passo veloce nascondendo il volto sotto un cappello.
Improvvisamente sento un’esplosione e vedo fiammate dal luogo in cui vengo. Satana ha ripreso il potere e vengo a sapere che la sua testa si è trasformata in una specie di insetto gigante che spara fiamma ancora più devastanti di prima.
Vengo a sapere che mi cerca per potersi vendicare, quindi decido di recarmi dal Papa in persona perché io in qualche modo avevo un mandato da lui. Chiedo informazioni in un monastero e mi dicono che devo andare in un appartamento di un quartiere dove ci sono stranieri. Vado e suono, mi apre un mulatto che senza dire nulla si guarda in giro e mi dice di entrare. Scendiamo in garage e mi fa salire su di un macchinone tipo Mercedes. Poi facciamo una lunga strada uscendo dalla città, passando per strade di collina circondate da monti, poi entriamo in una specie di centro abitato in forte pendenza, racchiuso da una cinta muraria. Finalmente ci fermiamo e vengo accolto in un atrio molto lussuoso. Dopo poco entra il Papa, che non è affatto il nostro attuale Papa ma quello vero, io sapevo benissimo che era un altro ma non lo avevo mai visto. Il viso è bonario e mi guarda speranzoso ma amareggiato.
Io gli spiego i fatti, ma lui ne era ovviamente a conoscenza, poi gli dico che non posso contrastare il nuovo Satana e la situazione non è più alla nostra portata. Lui mi guarda paternamente, mi da l’idea che abbia sbagliato a staccare la testa a Satana ma non osa parlarne.
D’un tratto tira fuori da sotto la veste un uovo e mi dice che non mi devo meravigliare se oltre al nostro gruppo i vertici spirituali avevano già predisposto altre carte da giocare. Dice poi che il futuro è speranzoso perché arriverà (e qui ho cercato di memorizzare i due nomi ad ogni costo fino al mio risveglio) un tale che si chiamerà Han Won Long, o una cosa del genere. E dovrebbe avere a che fare con l’uovo, forse è l’essere dentro l’uovo. Poi, dopo di lui arriverà Han Won Tang.
Poi non chiedo altro perché mi sento improvvisamente responsabile della rinascita di Satana.
Faccio per uscire ma il Papa mi ferma ringraziandomi per i servizi offerti e mi lega una specie di braccialetto con una corda che sembra precario e di un materiale non dissimile al cartone. Strano evento.
All’uscita ci sono tantissime persone, tutte legate alle religioni che si sono rifugiate lì per essere più al sicuro. Passo attraverso molte stanze, alcuni di loro mi riconoscono e le loro reazioni sono dissimili: c’è chi mi offende e chi prende le mie difese considerandomi un eroe, ma siccome sembrano prevalere i primi preferisco filare il più velocemente possibile abbassando ulteriormente la visiera del mio cappello.
Mi riaccompagna l’autista di prima senza dire una parola. Improvvisamente però al’altezza di un noto ristorante vedo parcheggiare tre macchine: sono i miei genitori e i miei due fratelli con ragazza e moglie. Scendo anche io per salutarli e scopro che avevano organizzato una festa in mio onore.
Sono tutti gioviali inconsapevoli della gravità dell’attuale situazione.
Il locale sembra un night, ci sono locandine molto esplicite e mio padre dice che aveva già versato circa 800 euro di caparra e io potevo usare i “servizi aggiuntivi” che volevo. Infatti dopo poco arriva il padron che sembrava uscito dal film Moulin rouge. Mi chiede subito cose ho intensione di fare con la ragazza che mi avevano riservato.
Capisco che il tutto è fuori luogo e me ne vado senza salutare. Ero consapevole che nonostante i miei limiti avevo ancora molto da fare…